ACCORDO  

TRA

IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

ED

IL GOVERNO DELL REPUBBLICA SOCIALISTA DEL VIETNAM

PER

EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI

IN MATERIA DI IMPOSTE SUL REDDITO

E

PER PREVENIRE LE EVASION FISCALI

 

IL Governo della Repubblica italiana

e

Il Governo della Repubblica socialista del Vietnam,

 

Articolo 1: Soggetti

Articolo 2: Imposte considerate

Articolo 3: Definizioni generali

Articolo 4: Residenti

Articolo 5: Stabile Organizzazione

Articolo 6: Redditi immobiliari

Articolo 7: Utili Delle Imprese

Articolo 8: Navigazione marittima ed aerea

Articolo 9: Imprese Associate

Articolo 10: Dividendi

Articolo 11: Interessi

Articolo 12: Canoni e compensi per servizi tecnici

Articolo 13: Utili derivanti dall'alienazione di beni

Articolo 14: Professioni indipendenti

Articolo 15: Lavoro subordinato

Articolo 16: Compensi e gettoni di presenze

Articolo 17: Artisti e sportivi

Articolo 18: Pensioni

Articolo 19: Funzioni pubbliche

Articolo 20: Professori e insegnanti

Articolo 21: Studenti

Articolo 22: Altri redditi

Articolo 23: Eliminazione della doppia imposizione

Articolo 24: Non discriminazione

Articolo 25: Procedura amichevole

Articolo 26: Scambio di informazioni

Articolo 27: Agenti diplomatici e funzionari consolari

Articolo 28: Rimborsi

Articolo 29: Entrata in vigore

Articolo 30: Denuncia

PROTOCOLLO AGGIUNTIVO

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desiderosi di concludere un Accordo per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevennire le evasioni fiscali hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1: Soggetti

Il presente Accordo si applica alle persone che sono residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti

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Articolo 2: Imposte considerate

1.      Il presente Accordo si applica alle imposte sul reddito prelevate per conto di ciascuno Stato contraente, delle sue suddivisioni politiche o amministrative o dei suoi enti locali, qualunque sia il sistema di prelevamento.

2.      Sono considerate imposte sul reddito le imposte prelevate sul reddito complessivo o su elementi del reddito, comprese le imposte sugli utili derivanti dall' alienazione di beni mobili o immobili, le imposte sull' ammontare complessivo degli stipendi o dei salari corrisposti dalle imprese, nonche’ le imposte sui plusvalori.

3.      Le imposte attuali cui si applica l'Accordo sono in particolare:

(a)   per quanto concerne il Vietnam

(i)       l'imposta sul reddito delle persone fisiche;

(ii)        l'imposta sugli utili; e

(iii)      l'imposta sulle rimesse degli utili;

ancorche’ riscosse mediante ritenuta alla fonte;

(qui di seguito indicate quali "imposta vietnamita")     

(b)  per quanto concerne l'Italia:

(i)        l'imposta sul reddito delle persone fisiche

(ii)       l'imposta sul reddito delle persone giuridiche; e

(iii) l' imposta locale sui redditi;

ancorche’ riscosse mediante ritenuta alla fonte;

(qui di seguito indicate quali "imposta italiana").

4.      L' Accordo si applichera’ anche alle imposte di nutura identica o analoga che verranno istituite dopo la data della firma del presente  Accordo in aggiunta o in sostituzione delle imposte esistenti. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti si notificheranno le modifiche sostanziali apportate alle rispettive legislazioni fiscali.

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Articolo 3: Definizioni generali

1.      Ai fini del presente Accordo, a meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione:

(a)   il termine "Vietnam" designa la Repubblica Socialista del Vietnam; quando e’ usato in senso geografico, designa tutto il territorio nazionale del Vietnam, compreso il mare territoriale e le zone adiacenti e al di fuori del mare territoriale nelle quali il Vietnam esercita i diritti di sovranita’ per l’esplorazione e lo sfruttamento delle risorse naturali ai sensi della legislazione vietnamita ed in conformita’ al diritto internazionale.

(b)   il termine "Italia" designa la Rebblica italiana e comprende le zone al di fuori del mare territoriale italiano che, in conformita’ alla legislazione italiana e al diritto internazionale concernenti la ricerca e lo sfruttamento delle risorse naturali, puo’ essere considerate come zona  all' interno della quale possono essere esercitati i diritti dell ' Italia per quanto concerne il fondo ed il sottosuolo marini, nonche’ le loro risorse naturali;

(c)   le espressioni "uno Stato contraente" e "l'altro Stato contraente" designano, come il contesto richiede, il Vietnam o l'Italia;

(d)   il termine "persona" comprende una persona fisica, una societa’ ed ogni altra associazione di persone;

(e)   il termine "societa’" designa qualsiasi persona giuridica o qualsiasi ente che e’ considerato persona giuridica ai fini dell 'imposizione;

(f)    le espressioni "impresa di uno Stato contraente" e "impresa dell'altro Stato contraente" designano rispettivamente un'impresa esercitata da un residente di uno Stato contraente e un'impresa esercitata da un residente dell' altro Stato  contraente;

(g)   l'espressione "traffico internazionale" designa quansiasi attivita’ di trasporto effettuato per mezzo di una nave o di un aeromobile da parte di un'impresa la cui sede di direzione effettiva e’ situata in uno Stato contraente, ad eccezione del caso in cui la nave o l'aerombile sia utilizzato esclusivamente tra localita’ situate nell' altro Stato contraente;

(h)   il termine "nazionali" designa:

(i)    le persone fisiche hanno la nazionalita’ di uno Stato contraente;

(ii) le persone giuridiche, le societa’ di persone, e le associazioni costituite in conformita’ della legislazione in vigore in uno Stato contraente;

(j)    l'espressione "autorita’ competente" designa:

(i) in Vietnam, il Ministero delle Finanze;

 (ii) in Italia, il Ministero delle Finanze

2.      Per l'applicazione del presente Accordo da parte di uno Stato contraente, le espressioni non diversamente definite hanno il significato che ad esse e’ attribuito dalla legislazione di detto Stato contraente relativa alle imposte oggetto dell' Accordo, a meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione.

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Articolo 4: Residenti

1.      Ai fini del presente Accordo, l'espressione "residente di uno Stato contraente" designa ogni persona che, in virtu’ della legislazione di detto Stato, e’ ivi assoggettata ad imposta, a motivo del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua direzione, del luogo di costituzione o di ogni altro criterio di natura analoga. Tuttavia, tale espressione non comprende le persone che sono assoggettate ad imposta in detto Stato soltanto per il reddito che esse ricavano da fonti situate in detto Stato.

2.      Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona fisica e’ considerata residente di entrambi gli Stati contraenti, la sua situazione e’ determinata nel seguente modo:

(a)detta persona e’ considerata residente dello Stato contraente nel quale ha un'abitazione   permanete. Quando essa dispone di un' abitazione permanete in entrambi gli Stati contraenti, e’ considerata residente dello Stato contraente nel quale sue relazioni personali ed economiche sono piu’ strette (centro degli interessi vitali);

 (b)se non si puo’ determinare lo Stato contraente nel quale detta persona ha il centro dei suoi interessi vitali, o se la medesima non ha un' anbitazione permanete in alcuno degli Stati contraenti, essa e’ considerate residete dello Stato contraente in cui soggiorna abitualmente;

(c)  se detta persona soggiorna abitualmente in entrambi gli Stati contraenti, ovvero non soggiorna abitualmente in alcuno di essi, essa e’ considerata residente dello Stato contraente del quale ha la nazionalita;

(d)  se detta persona ha la nazionalita’ di entrambi gli Stati contraenti, o se non ha la nazionalita’ di alcuno di essi, le autorita’ competenti degli Stati contraenti risolvono la questione di comune accordo

3.      Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona diversa da una persona fisica e’ residente di entrambi gli Stati contraenti, si ritiene che essa e’ residente dello Stato in cui si trova la sede della sua direzione effettiva.

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 Articolo 5: Stabile Organizzazione

1.      Ai fini del presnte Accordo, l'espressione "stabile organizzazione" designa una sede fissa di affari in cui l'impresa esercita in tutto o in parte la sua attivita’.

2.      L'espressione "stabile organizzazione" comprede in particolare:

(a)   una sede di direzione;

(b)  una succursale;

(c)  un ufficio;

(d)  un'officina;

(e)  un laboratorio;

(f)   una miniera, un giacimento petrolifero o di gas naturale, una cava o altro luogo di estrazione di risorse naturali;

(g)  un cantiere di costruzione, di montaggio, un progetto di installazione o le attivita’ di supervisione ad essi collegate, ma solo se detto cantiere, progetto o attivita’ si protragga per un periodo superiore a sei mesi.

(h)  la prestazione di servizi, ivi compresi i servizi di consulenza, effettuati da una impresa per mezzo di lavoratori  dipendenti o altro personale assunto all’impresa a tal scopo, ma solo se le attivita’ di tale nutura si protraggano per un periodo o periodi che oltrepassano in totale i sei  mesi nell’arco di dodici mesi.

3.      Nonostante le precedenti disposizioni del presente articolo, non si considera che vi sia una "stabile organizzazione" se:

(a)   si fa uso di una installazione ai soli fini di deposito o di esposizione di beni o merci appartenenti all'impresa;

(b)   i beni o le merci appartenenti all'impresa sono immagazziate ai soli fini di deposito o di esposizione;

(c)   i beni o le merci appartenenti all'impresa sono immagazziate ai soli fini della trasformazione da parte di un'altra impresa;

(d)   una sede fissa di affari e’ utilizzata ai soli fini di acquistare beni o merci o di raccogliere informazioni per la impresa;

(e)   una sede fissa di affari e’ utilizzata ai soli fini di svolgere, per l'impresa, attivita’ analoghe che abbiano carattere preparatorio o ausiliario.

4.      Nonostante le disposizioni dei paragrafi 1 e 2, quando una persona - diversa da un agente che goda di uno status indipendente, di cui al paragrafo 5 - agisce in uno Stato contraente, per conto di un'impresa dell'altro Stato contraente, si considera che tale impresa abbia una "stabile organizzazione" nel primo Stato rispetto a tutte le attivita’ che detta persona intraprende per l'impresa, se tale persona:

(a)   dispone in detto Stato contraente di poteri che esercita abitualmente  e che le permettano di concludere contratti a nome dell'impresa, salvo il caso in cui le attivita’ di detta persona siano limitate a quelle di cui al paragrafo 3 le quali, se esercitate attraverso una sede fissa di affari, non renderebbero tale sede una stabile organizzazione ai sensi delle disposizioni di tale paragrafo; o

(b)  non dispone di detti poteri, ma dispone abitualmente nel primo Stato di un deposito di merci o beni dal quale effettua regolarmente consegne di beni o merci per conto dell'impresa.

5.      Non si considera che un'impresa di uno Stato contraente ha una stabile organizzazione nell'altro Stato contraente per il solo fatto che essa vi esercita la propria attivita’ per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale o di ogni altro intermediario che goda di uno status indipendente, a condizione che dette persone agiscano nell'ambito della loro ordinaria attivita’.

6.      Il fatto che una societa residente di uno Stato contraente controlli o sia controllata da una societa’ residente dell'altro Stato contraente, ovvero svolga la sua attivita’ in questo altro Stato (sia per mezzo di una stabile organizzazione oppure no) non costituisce di per se’ motivo sufficiente per far considerare una qualsiasi delle dette societa’ una stabile organizzazione dell'altra.

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  Articolo 6: Redditi immobiliari

1.      I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae da beni immobili (compresi i redditi delle attivita’ agricole o forestali) situati nell'altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.

2.      L'espressione "beni immobili" e’ definita in conformita della legislazione dello Stato Contraente in cui i beni sono situati. L'espressione comprende in ogni caso gli accessori, le scorte morte o vive delle imprese agricole e forestali, i diritti ai quali si applicano le disposizioni del diritto privato riguardanti la proprieta’ fondiaria. Si considerano altresi’ "beni immobili" l'usufrutto dei beni immobili e i diritti relativi a pagamenti variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti ed altre risorse naturali. Le navi, i battelli e gli aeromobili non sono considerati beni immobili.

3.      Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano ai redditi derivanti dalla utilizzazione diretta, dalla locazione o da ogni altra forma di utilizzazione di beni immobili.

4.      Le disposizioni dei paragrafi 1 e 3 si applicano anche ai redditi derivanti da beni immobili di un'impresa nonche’ ai redditi dei beni immobili utilizzati per l'esercizio di una professione indipendente.

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 Articolo 7: Utili Delle Imprese

1.      Gli utili di un'impresa di uno Stato contraente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che l'impresa non svolga la sua attivita’ nell'altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata. Se l'impresa svolge in tal modo la sua attivita’, gli utili dell'impresa sono imponibili nell'altro Stato ma soltanto nella misura in cui detti utili sono attribuibili alla stabile organizzazione.

2.      Fatte salve le disposizioni de paragrafo 3, quando un'impresa di uno Stato contraente svolge la sua attivita’ nell'altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, in ciascuno Stato contraente vanno attribuiti a detta stabile organizzazione gli utili che si ritiene sarebbero stati da essa conseguiti se si fosse trattato di un'impresa distinta e separata svolgente attivita’ identiche o analoghe in condizioni identiche o analoghe e in piena indipendenza dall'impresa di cui essa costituisce una stabile organizzazione.

3.      Nella determinazione degli utili di una stabile organizzazione sono ammesse in deduzione le spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stessa stabile organizzazione, comprese le spese di direzione e le spese generali di amministrazione, sia nello Stato in cui e’ situata la stabile organizzazione, sia altrove.

4.      Qualora uno degli Stati contraenti segua la prassi di determinare gli utili da attribuire ad una stabile organizzazione in base al riparto degli utili complessivi dell'impresa fra le diverse parti di essa, la disposizione de paragrafo 2 non impedisce a detto Stato contraente di determinare gli utili imponibili secondo la ripartizione in uso. Tuttavia, il metodo di riparto adottato dovra‘ essere tale che il risultato ottenuto sia conforme ai principi contenuti nel presente articolo.

5.      Nessun utile puo’ essere attribuito ad una stabile organizzazione per il solo fatto che essa ha acquistato beni o merci per l'impresa.

6.      Ai fini dei paragrafi precedenti, gli utili da attribuire alla stabile organizzazione sono determinati annualmente con lo stesso metodo, a meno che non esistano validi e sufficienti motivi per procedere diversamente.

7.      Quando gli utili comprendono elementi di reddito considerati separatamente in altri articoli del presente Accordo, le disposizioni di tali articoli non vengono modificate da quelle del presente articolo.

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 Articolo 8: Navigazione marittima ed aerea

1.      Gli utili derivanti dall'esercizio, in traffico internazionale, di navi o di aeromobili sono imponibili soltanto nello Stato contraente in cui e’ situata la sede della direzione effettiva dell'impresa.

2.      Se la sede della direzione effettiva di una impresa di navigazione marittima e’ situata a bordo di una nave, detta sede si considera situata nello Stato contraente in cui si trova il porto di immatricolazione della nave, oppure, in mancanza di un porto di immatricolazione, nello Stato contraente di cui e’ residente l'esercente la nave.

3.      Le disposizioni del paragrafo l si applicano parimenti agli utili derivanti dalla partecipazione a un fondo comune (pool), a un esercizio in comune o ad un organismo internazionale di esercizio.

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Articolo 9: Imprese Associate

1.      Allorche’

a.       un'impresa di uno Stato contraente partecipa direttamente o indirettamente, alla direzione, al controllo o al capitale di un'impresa dell'altro Stato contraente, o

b.      le medesime persone partecipano direttamente o indirettamente alla direzione, al controllo o al capitale di un'impresa di uno Stato contraente e di un'impresa dell'altro Stato contraente,

e, nell'uno e nell'altro caso, le due imprese, nelle loro relazioni commerciali o finanziarie, sono vincolate da condizioni accettate o imposte diverse da quelle che sarebbero state convenute tra imprese indipendenti, gli utili che, in mancanza di tali condizioni, sarebbero stati realizzati da una delle imprese, ma che a causa di dette condizioni non lo sono stati, possono essere inclusi negli utili di questa impresa e tassati in conseguenza.

2.      Allorche’ uno Stato contraente include tra gli utili di un'impresa di detto Stato - e di conseguenza assoggetta a tassazione - utili sui quali un'impresa dell'altro Stato contraente e’ stata sottoposta a tassazione in detto altro Stato, e gli utili cosi’ inclusi sono utili che sarebbero maturati a favore dell'impresa del primo Stato, se le condizioni fissate tra le due imprese fossero state quelle che sarebbero state convenute tra imprese indipendenti, allora detto altro Stato fara’ un'apposita rettifica all'importo dell'imposta ivi applicata su tali utili. Tali rettifiche dovranno effettuarsi unicamente in conformita’ alla procedura amichevole di cui all'articolo 25 del presente Accordo e al paragrafo (d) del Protocollo aggiuntivo del presente Accordo.

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Articolo 10: Dividendi

1.      I dividendi pagati da una societa’ residente di uno Stato contraente ad un residente dell'altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.

2.      Tuttavia, tali dividendi possono essere tassati anche nello Stato contraente di cui la societa’ che paga i dividendi e’ residente ed in conformita’ della legislazione di detto Stato, ma, se la persona che percepisce i dividendi ne e’ l'effettivo beneficiario, l'imposta cosi’ applicata non puo` eccedere:

a.       il 5 per cento dell'ammontare lordo dei dividendi se il beneficiario e’ una societa’ (non di persone) che detiene direttamente almeno il 70 per cento del capitale della societa’ che distribuisce i dividendi;

b.      il 10 per cento dell'amm